È un argomento che torna ciclicamente nei forum dei coltivatori. C’è chi dice: «le pareti bianche sono fondamentali» e chi ribatte: «è un mito, conta solo la lampada». Come spesso accade nella coltivazione indoor, la verità sta nel mezzo.
Il colore e la finitura delle pareti non trasformeranno un setup mediocre in una macchina da grandi raccolti, ma possono recuperare qualche punto percentuale, a volte fino al 15 %, in una coltivazione già ben ottimizzata. Con i costi attuali di elettricità e attrezzature, non è un dettaglio.
Analizziamo la questione con calma, da coltivatore a coltivatore, senza favole da marketing.
Perché le pareti contano nella coltivazione indoor?
Nel grow indoor la luce è una valuta. Ogni watt costa, ma la pianta utilizza solo una parte dei fotoni emessi dalla lampada. Il resto:
- si disperde lateralmente,
- si perde nelle ombre del fogliame,
- oppure rimbalza sulle pareti e può tornare verso la pianta.
È qui che entrano in gioco il colore e la struttura delle pareti.
Non si tratta di colori “magici”, ma del grado di riflessione e di come la luce riflessa ritorna sulle foglie.
Vernice bianca – il classico sottovalutato
Partiamo dalla soluzione più semplice e spesso più efficace.
Vernice bianca opaca:
- riflette circa l’80–90 % della luce,
- diffonde la luce in modo uniforme (niente hotspot),
- è economica, durevole e facile da pulire.
Un dettaglio fondamentale: opaca, non satinata né lucida. Le superfici lucide si comportano come specchi e riflettono la luce in una sola direzione, spesso inutile per la chioma.
Perché il bianco funziona così bene?
Perché diffonde i fotoni invece di rimandarli in modo direzionale. Questo fa sì che:
- le parti basse della pianta ricevano più luce utile,
- i contrasti estremi siano ridotti (meno stress luminoso),
- sia più facile mantenere un PPFD uniforme in tutto lo spazio.
👉 Per la maggior parte dei coltivatori: il bianco offre il miglior rapporto tra costo ed efficacia.
Foglio riflettente (Mylar) – molto potente, ma esigente
Qui nascono molti miti.
Il Mylar o foglio riflettente può riflettere fino al 95–97 % della luce. Sulla carta sembra perfetto, ma in pratica richiede attenzione.
Vantaggi:
- riflettività molto elevata,
- ideale per grow tent,
- migliora visibilmente l’illuminazione delle zone basse della chioma.
Svantaggi:
- rischio di hotspot se il foglio è piegato o ondulato,
- riflessione direzionale anziché diffusa,
- installazione e manutenzione più complesse.
Un Mylar posizionato male può:
- bruciare le foglie in modo localizzato,
- falsare le misurazioni di PPFD,
- aumentare lo stress luminoso, soprattutto con LED potenti.
👉 Conclusione da grower:
Il Mylar è eccellente nelle tende e negli spazi piccoli ben controllati. Nei growroom fai-da-te, la vernice bianca vince spesso per stabilità.
Foglio di alluminio – l’errore classico dei principianti
Qui bisogna essere chiari.
Il normale foglio di alluminio da cucina:
- riflette la luce in modo irregolare,
- crea riflessi duri e concentrati,
- genera facilmente hotspot.
Risultato:
- bruciature localizzate sulle foglie,
- nessun aumento reale della resa,
- spesso più problemi che benefici.
Se un growroom sembra avvolto come un kebab, non è ottimizzazione, è improvvisazione.
👉 Sconsigliato. Anche una semplice vernice bianca economica è più efficace.
Altri colori oltre al bianco – hanno senso?
Risposta breve e onesta:
- Nero – assorbe la luce → spreco di energia
- Grigio – riflette meno del bianco
- Verde – mito del “le piante non vedono il verde”, inutile indoor
- Viola / blu – nessun beneficio reale
Alla pianta non interessa il colore delle pareti, ma quanta luce utile raggiunge le foglie.
👉 L’unico colore che ha senso in modo costante: il bianco.
Influisce davvero sulla resa?
Sì, ma con realismo.
Cambiare il colore delle pareti:
- non sostituisce una buona lampada,
- non corregge un VPD sbagliato,
- non risolve errori di nutrizione.
In una coltivazione ben regolata, però, può:
- migliorare l’efficienza luminosa,
- rendere la crescita più uniforme,
- portare un 5–15 % in più di raccolto secco,
- migliorare la qualità dei fiori inferiori (meno popcorn).
Sono numeri che molti coltivatori riscontrano davvero.
Il verdetto maryjane.farm
Non è un mito, ma nemmeno una soluzione magica.
Riassunto in stile vecchio grower che parla a uno più giovane:
Prima sistema luce, clima e zona radicale.
Poi dipingi le pareti di bianco.
Solo dopo gioca con fogli e ottimizzazioni fini.
La vernice bianca opaca resta lo standard d’oro della coltivazione indoor. Semplice, economica ed efficace.
Tutto il resto sono strumenti: utili nel contesto giusto, ma non obbligatori.







